mercoledì 24 febbraio 2016

Space Launch System - Parte 1: "Il Programma Costellation"

Gli elementi del programma Costellation

Con il completamento della Stazione Spaziale, la NASA decretò anche la conclusione del programma Space Shuttle e iniziò a vagliare un certo numero di progetti per il futuro dell'esplorazione spaziale.
Era chiara la meta finale, il pianeta Marte ma non lo erano altrettanto i passi intermedi che si volevano compiere per sviluppare la tecnologia necessaria ad un viaggio così lungo e lontano dalla Terra.
Già da tempo circolava l'idea (o il sogno) di tornare sulla Luna, magari per costruire una colonia permanente e da quel luogo privilegiato sviluppare le tecnologie ad arrivare su Marte.
Sia l'agenzia spaziale Russa (Roscosmos) che quella Cinese avevano espresso pubblicamente il loro interesse per la costruzione di una base permanente sulla superficie lunare ma si trattava (e si tratta tutt'ora) solo di progetti abbozzati sulla carta senza copertura economica.
Dall'idea di rimettere piede sulla Luna, questa volta per restarci un po' più a lungo, nasce il programma Costellation.
In seno al nuovo programma, NASA iniziò la progettazione di due nuovi lanciatori: Ares I e Ares V, oltre ad una capsula equipaggio chiamata Orion. Venne pianificato anche lo sviluppo di uno stadio di trasferimento lunare (Earth Departure Stage) e un modulo di discesa (Altair) capace di supportare un equipaggio di 4 persone per circa 1 settimane.

Ares I

Il razzo Ares I doveva essere un lanciatore medio certificato per il volo umano.
Con 25 tonnellate di carico utile in LEO, sarebbe stato utilizzato per lanciare la capsula equipaggio Orion. Poteva essere usato anche per il trasporto di astronauti e rifornimenti da e verso la Stazione Spaziale Internazionale.
Il primo stadio avrebbe utilizzato propellente solido e sarebbe derivato dai Solid Roket Boosters (SRB) dello Space Shuttle, solo in versione più lunga, 5 segmenti anziché 4.
Il secondo stadio doveva accendersi più volte sia nell’alta atmosfera che nel vuoto, avrebbe utilizzato il motore a Idrogeno e ossigeno liquidi J-2X, derivato dallo storico J-2 che equipaggiava secondo e terzo stadio del razzo Saturno V.

Ares V

Il nuovo razzo pesante della NASA era stato pensato per portare in LEO lo Earth Departure Stage e il modulo di discesa Altair. Avrebbe potuto trasportare poco più di 120 tonnellate di carico, sarebbe stato utile anche per lanciare grosse missioni interplanetarie o con traiettorie più dirette e quindi tempi di viaggio ridotti.
Il primo stadio avrebbe utilizzato 5 motori a idrogeno e ossigeno liquido derivati da quelli dello Space Shuttle ma riprogettati per essere più semplici e potenti; a differenza degli SSME dello Shuttle, sarebbero stati “a perdere”, precipitando nell’oceano ad ogni missione.
Il combustibile per i 5 motori sarebbe stato immagazzinato in un serbatoio anch’esso derivato dal programma STS.
Il primo stadio sarebbe stato coadiuvato, al momento del decollo, da una coppia di boosers a combustibile solido identici a quello utilizzato per il primo stadio del razzo Ares I.
Il secondo stadio doveva utilizzare un singolo motore J-2X ottimizzato per il vuoto, come quello pensato per il secondo stadio di Ares I ma con un serbatoio di maggior volume.

Capsula Orion

La capsula equipaggio doveva fornire un ambiente pressurizzato di circa 6 m^3 e garantire il supporto vitale per quattro astronauti per tre settimane (o poco più di 200 giorni se attraccata alla Stazione Spaziale).
Derivata dal programma Apollo sarebbe però stata grande più del doppio, integrare sistemi di comando e controllo totalmente digitali e all’interno del volume pressurizzato l’aria respirabile doveva essere composta da una miscela di Azoto e Ossigeno al 20% (molto simile alla miscela atmosferica). Doveva, inoltre, resistere al rientro atmosferico da un volo trans-lunare, con velocità di ingresso pari a circa 11 Km/s (circa 40.000 Km/h).
Era previsto un modulo di servizio che sarebbe stato abbandonato appena prima del rientro, il modulo di servizio avrebbe fornito energia e acqua per la capsula e propulsione per le manovre orbitali.

Earth Departure Stage

Un razzo capace di accensioni multiple nel vuoto e certificato per il volo umano, dopo essere stato portato in orbita da un razzo Ares V, sarebbe servito per lasciare l’orbita bassa terrestre portando la capsula Orion e il modulo lunare Altair in orbita lunare, oppure per lanciare sonde interplanetarie verso altri pianeti del sistema solare, le loro lune o gli asteroidi.
Era progettato per montare un motore J-2X a idrogeno e ossigeno liquidi.

Modulo di discesa lunare (LSAM: Lunar Surface Access Module) Altair

Il modulo di discesa lunare Altair (LSAM: Lunar Surface Access Module) agganciato alla capsula Orion completa del modulo di servizio.

Il veicolo lunare Altair sarebbe servito a 4 astronauti per atterrare sulla superficie della Luna, mantenerli in vita per circa 1 settimana e tornare in orbita lunare per effettuare il randes-vous con la capsula Orion.

Altri progetti del programma

Launch Abort System
Il programma Costellation comprendeva molti altri progetti meno appariscenti, la realizzazione del complesso apparato di costruzione, assemblaggio e integrazione dei razzi e degli altri veicoli costituisce un enorme impegno di risorse che permettono a pochi uomini di arrivare oltre l'orbita terrestre bassa.
Fu previsto lo sviluppo di nuove tute di volo pressurizzate, realizzate sulla scorta dell'esperienza accumulata con i voli dello Space Shuttle, e di una "torre di fuga" chiamata LAS: Launch Abort System che permettesse di portare in salvo gli astronauti in caso di incidente sulla rampa di lancio o durante l'ascesa


Profilo di una classica missione lunare del programma Costellation



La fine del programma Costellation

Nell'Ottobre del 2010 il Presidente Obama chiude definitivamente il programma Costellation, è infatti approvato un budget ridotto e le nuove direttive per la NASA. Le risorse dell'agenzia, per quanto riguarda il volo umano, saranno utilizzate per lo studio dei corpi celesti che passano nei pressi della Terra, i cosiddetti NEO (Near Earth Objects).
Nasce il progetto Space Launch System


Alla prossima.

sabato 20 febbraio 2016

Presentazione





L'orbita terrestre bassa o LEO (Low Earth Orbit) è la prima porzione di spazio che circonda la terra, compresa tra il limite superiore dell'atmosfera e le fasce di Van Allen, ovvero tra circa 100 e 2000 km di quota, fin'ora è stata la meta della maggior parte dei veicoli spaziali e dei voli con equipaggio.

Dopo trent'anni di viaggi verso l'orbita bassa, la nostra generazione vedrà l'uomo lasciare regolarmente questo vicino spazio circum-terrestre per avventurarsi sempre più lontano dalla nostro pianeta, verso la Luna e oltre, fino a muovere i primi passi sul pianeta rosso.


Ci siamo già stati

L'uomo ha già superato LEO per ben 8 volte con le missioni Apollo 8, 10, 11, 12, 14, 15, 16, 17, nelle ultime sei delle quali gli astronauti americani sono atterrati sulla superficie del nostro satellite.
la conquista della Luna è stato il culmine di una corsa allo spazio senza respiro, non si è trattato di fare un passo alla volta consolidando ogni risultato ma è stato un balzo nello spazio col minimo di conoscenza necessaria a garantire la sopravvivenza degli equipaggi e raggiungere l'obiettivo.




La conquista del'orbita bassa

Con il programma Space Trasportation System (STS) gli Space Shuttle
hanno volato in LEO per ben 135 volte, eseguendo ogni sorta di esperimenti, prove tecniche e dimostrazioni tecnologiche per migliorare le conoscenze nel volo spaziale. Con le missioni Shuttle, per la prima volta, si è fatta ricerca non solo in ambito aerospaziale ma in molti altri campi: dalle scienze biologiche all'ingegneria dei materiali.
Le ultime missioni del programma sono state dedicate alla costruzione di una Stazione Spaziale.


Un avamposto umano permanente nello spazio


La costruzione in LEO della Stazione Spaziale Internazionale ha segnato una svolta nell'esplorazione spaziale, per la prima volta gli astronauti che partivano a bordo degli Shuttle o delle Sojuz avevano una meta da raggiungere, un posto accogliente dove arrivare.
Abitata continuamente dal 2 novembre 2000, la ISS (International Space Station), è un esclusivo laboratorio di ricerca in condizioni di microgravità, dove si svolgono osservazioni ed esperimenti nei campi della fisica, astronomia, chimica, ingegneria dei materiali, biologia, medicina e molto altro altro.


Lo Space Launch System


Con la conclusione del programma Space Shuttle, l'agenzia spaziale americana ha intrapreso un nuovo programma che ha come obiettivo quello di portare regolarmente gli equipaggi oltre l'orbita terrestre bassa, fin sulla luna e oltre verso il pianeta Marte.
Lo Space Launch System, con le sue grandi potenzialità, rappresenta il futuro nell'esplorazione spaziale.


Non solo la NASA


Se, fino a 10 anni fa, l'esplorazione dello spazio era esclusivo appannaggio di Stati Uniti e Russia, di recente sono apparsi alla ribalta altri attori che stanno velocemente progredendo nel loro programma spaziale, questi rappresentano pressioni competitive e opportunità di collaborazione per puntare ad obiettivi sempre più ambiziosi.

Alla prossima.